Del Toro Storie di Schiavi e Sante

Il primo LP dei Del Toro, “Storie di Schiavi e Sante” appunto, ha voluto celebrare il bipolarismo del nostro tempo, raccontando 12 storie differenti per ciascuno dei brani contenuti nell’album. Storie di persone comuni, di passioni e desideri, di sogni e dipendenze. L’alternarsi dicotomico di emozioni, che prende coscienza anche nelle sonorità espresse.

Nella vita di tutti, ci sono momenti in cui le decisioni che prendi e i comportamenti che adotti ti fanno diventare a volte “schiavo” e a volte “santo” nelle situazioni che vivi, senza che tu ne sia completamente conscio. Poi ce ne sono altri in cui ti chiedi consapevolmente cosa scegliere di essere. Non importa che si parli di lavoro, di relazioni affettive o di ruolo nella società complessa.

Se circoscriviamo l’analisi al solo mercato discografico, è sempre più frequente che una band emergente si trovi a oscillare fra la posizione di “schiavo creativo” per accontentare le orecchie del pubblico di massa e quella di “santo” che sopporta in silenzio la frustrazione di non riuscire ad arrivarci.

Quale, allora, la possibile strategia da adottare per ricercare un equilibrio intermedio? Per vivere della propria musica senza dover scendere a compromessi creativi? Per fare della musica la propria professione e diffonderla ad un pubblico più ampio?

I Del Toro si sono dati una risposta e hanno messo in moto un percorso complesso che noi di Mesh Hub abbiamo sposato in pieno: costruire una rete reale e concreta fra artisti, pubblico e addetti ai lavori del settore.

Storie di schiavi e sante nasce dalla collaborazione di molte persone. Questo approccio partecipativo, non solo ha dato valore aggiunto al lavoro discografico, ma li ha spinti a continuare, anche nel lancio del disco, un percorso di promozione innovativo che integra in rete diverse professionalità e immagina un nuovo tipo di relazione con il potenziale pubblico.

La prima tappa di questo cammino è stata una campagna di crowdfunding su Musicraiser che si è conclusa a luglio con successo. Essa aveva l’obiettivo di realizzare il videoclip di Cenere (primo singolo dell’album), dove musica, fotografia e video si uniscono per far diventare il pubblico protagonista.

Per lanciare questa campagna, il Del Toro hanno pensato bene di costruire una rete fra diversi professionisti creativi: oltre a noi di Mesh Hub, ci sono la Diavoletto Netlabel come etichetta discografica, il fotografo Simone Padelli (le cui foto sono parte fondamentale del videoclip) e il videomaker Ivan Selva con Lantern Produzioni.

La rete è aperta e ognuno dei raiser che ha contribuito alla campagna sarà nodo della stessa. Molti di loro parteciperanno all’evento speciale che sarà organizzato il prossimo 10 Novembre al Cortile Cafè di Bologna, in cui è il pubblico il principale protagonista. Potrà diventare attore all’interno del videoclip, potrà assistere realmente alla mostra di Simone Padelli e potrà sudare sotto il palco con la data zero di presentazione dell’ LP dei Del Toro.

Ma la rete di cui parlavamo prima nasce anche dalla volontà di entrare in contatto con altri artisti e professionisti del settore, creando un nuovo rapporto con i raiser. Per questa ragione abbiamo deciso di offrire i nostri servizi per la promozione e la crescita di artisti emergenti, per potenziarla, rafforzarla e farla funzionare davvero.

Il successo della campagna crowdfunding ci dimostra come è possibile uscire dalle solite logiche di promozione di una band emergente per realizzare percorsi partecipativi, in cui  la relazione fra musicisti, pubblico e tutti coloro che lavorano dietro le quinte del progetto diventa una realtà concreta.

Ne sono una prova i commenti sui social alla campagna, i molti musicisti che hanno sostenuto i Del Toro senza crederli competitor da combattere, coloro che hanno scelto i servizi Mesh Hub per incrociare le competenze e le opportunità.

La strada è ancora lunga ma iniziare a percorrerla è già liberarsi dalle catene.

E allora, per dirla alla Del Toro, ci siete guagliù?

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