autoprodursi blog mesh hubNei giorni scorsi ci siamo chiesti se ha senso continuare a fare progetti  in tempo di crisi e continuare a lavorare giorno dopo giorno per condividerlo con gli altri. Ovviamente la nostra risposta è sicuramente affermativa perché riflette la scelta di intraprendere il nostro progetto Mesh Hub e l’impegno quotidiano per realizzarlo.

Poi ci sono storie che vengono raccontate fra amici e che avvalorano quello in cui crediamo. Come quella di un ragazzo che lascia il suo posto a tempo indeterminato come operaio di una grande azienda per produrre musica. Superando i rimproveri di chi gli diceva “ma sei diventato pazzo?”, ora è in giro per l’Europa per portarla in giro e chi lo conosce sa come è diventato brillante il suo sguardo quando parla della sua vita oggi.

È chiaro che non è tutto così facile come le storie a lieto fine raccontate in quattro righe, perché nella realtà ti scontri con mille difficoltà. Sempre restando nel settore musicale, non sempre la musica paga, come sostiene la stessa Tracey Thorn, in un suo articolo uscito su Internazionale qualche giorno fa. “Il fatto è che mentre la musica non è mai stata così redditizia per gli artisti di grande successo, quella che si è andata riducendo – com’è successo anche in altri campi – è la fascia intermedia di musicisti che un tempo riuscivano a guadagnarsi da vivere anche senza mai arrivare ai vertici delle classifiche. Non diventavano straricchi, ma tiravano avanti e godevano di una certa stabilità. In sostanza, si è ridotta la classe media: quella con carriere durature e case discografiche disposte a finanziare anche gli album non destinati a vendere milioni di copie. Quello che ci resta, oggi, è una specie di “tutto o niente”, per cui o scali le vette più alte o langui miseramente in basso.

Lo sanno bene i musicisti che, se vogliono incidere un disco e suonare per farlo conoscere, spesso e volentieri devono occuparsi di tutto il processo dalla A alla Z. Autoprodursi non significa solo trovare il capitale per registrare la propria musica in uno studio professionale ma anche occuparsi dell’immagine, della realizzazione fisica del disco, dei diritti d’autore, delle profili social, dei contatti con giornali e riviste, con i gestori dei locali e gli organizzatori di eventi….

Devi diventare un professionista del lavoro creativo a 360° ma spesso senza nessun riconoscimento per l’enorme sforzo che c’è dietro, quando, come in qualsiasi altro settore, ti trovi a dover lavorare gratis con la scusa (altrui) di fare curriculum. Allora diventa facile far pensare agli altri che sei matto se lasci il lavoro a tempo indeterminato per vivere solo di gloria, far credere che essere un musicista e produrre musica propria non possa essere considerata una professione al pari dell’avvocato o del medico.

È proprio in questo momento che creare e alimentare una rete di creativi e artisti diventa fondamentale per superare quelle difficoltà e colmare i gap che si creano nel percorso di realizzazione di un progetto artistico complesso. Le professionalità acquisite e sviluppate nella pratica possono essere perfezionate, scambiate e messe a servizio dell’altro per ricevere in cambio ciò di cui si ha bisogno. La cooperazione e la condivisione diventano, così, contemporaneamente il mezzo per vivere (felici!) della propria arte e il fine per crescere e migliorarsi giorno dopo giorno.

Mesh Hub si trasforma e si fonde in Publics ICC.

 

Siamo sempre noi, ma con nuovi progetti, nuove tecnologie, nuovi contenuti.

 

Publics ICC

 

 

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