interazioni blog mesh hubQuanto siano fondamentali le interazioni nel mondo del lavoro per produrre valore oltre il mero profitto, è stato subito evidente per noi di Mesh Hub sin dalla fase costitutiva, quando abbiamo scelto di inserire questa parola nel nostro pay off. Abbiamo già parlato anche della decisione consapevole di far parte di uno spazio coworking, non tanto per la necessità di abbattere i costi in start up, quanto per la possibilità di entrare in relazione con persone e comunità che ci permettessero di rafforzare l’idea fondante del nostro core business: costruire una rete dell’arte e della creatività appunto.

Questi luoghi diventano propulsori per creare valore sociale e culturale, per diffonderlo alla comunità in cui si opera, per generare innovazione e rispondere al crescente bisogno di contaminazione e conoscenza. Anche nel mondo della creatività e dell’arte, le relazioni che nascono in ambienti stimolanti raccontano di casi di successo, che non solo si adeguano al cambiamento del mercato del lavoro, ma che dai nuovi canali di comunicazione traggono la forza per la diffusione dei messaggi che si vogliono lanciare. È il caso del rapper Max il nano che, grazie alla collaborazione con il regista Francesco Zaccaria e il fotografo Youness Taouil, è riuscito a raccontare le storie difficili della periferia barese a centinaia di migliaia di utenti Youtube. Lo scambio fra musica, video e fotografia crea vantaggio per tutti, dal punto di vista del ritorno di immagine e non solo. Anzi, la maggiore visibilità generata dalle interazioni garantisce nuove collaborazioni, nuovi ingaggi, nuove partecipazioni.

In questo scenario, il coworking  si propone come incubatore di idee imprenditoriali che valorizzano la conoscenza come un bene prezioso con una particolarità quasi unica: non si esaurisce con il suo utilizzo bensì si moltiplica. Articoli e indagini molto interessanti raccontano come, in un momento storico in cui il sistema economico si riorganizza su nuove modalità operative fondate sulle relazioni fra i soggetti economici e sociali, il coworking cresce in modo esponenziale, quasi del 100% annuo e anche in Italia l’apertura di spazi votati alla condivisione e alla collaborazione quasi raddoppia anno dopo anno. Nonostante esso sia ancora un fenomeno non studiato accademicamente in modo strutturato, sono le stesse realtà pratiche che, indagandone le caratteristiche, mirano a sviluppare quotidianamente le sue enormi potenzialità all’interno della nuova organizzazione del lavoro. Al punto che diverse ricerche hanno iniziato a definire proprio questa nuova modalità organizzativa coworking plus (CO+), dove il core business non è più offrire scrivanie a diverse tipologie di lavoratori per facilitare eventuali collaborazioni ma valorizzare il plus variabile. Cioè, innovare e rafforzare la rete di relazioni in modo da potenziare il rendimento marginale di quelle realtà operanti in settori che, senza quei pochi contributi pubblici rimasti, avrebbero difficoltà a restare sul mercato e che invece, vedono oggi nelle interazioni la modalità proficua per produrre valore. “Le interazioni sviluppate nel Co alimentano e sostengono il +, favorendo la diversificazione della produzione e l’aumento della qualità del prodotto; al tempo stesso il + non solo sostiene economicamente il Co ma ne alimenta i frequentatori e soprattutto i processi di comunità. Si crea così un circolo virtuoso che rende indissolubilmente intrecciate le due dimensioni, per questo Co+”.

Esempio di un’idea che sta diventando progetto proprio grazie alle interazioni è OGGI – la Casa dell’Innovazione in Valsamoggia. Attraverso la realizzazione di un’Officina per una Generazione di Giovani Innovatori, il Coworking COB e il FABlab Valsamoggia cercano di creare proprio un luogo dove un insieme di pratiche, azioni e intenti si fondono per rendere concreto un progetto complesso. Grazie alla pluralità dei soggetti che co-producono e co-operano, cercano di rispondere alle questioni del territorio in modo innovativo e partecipativo.

Finalmente l’idea inizia a diventare concreta e il 6 luglio i locali di questo nuovo spazio di collaborazione verranno presentati al pubblico (qui l’evento a cui potete partecipare) e noi di Mesh Hub siamo molto felici di aver contribuito alla diffusione di questo messaggio. Infatti, è proprio grazie a quelle belle interazioni che si originano nel nostro coworking che ci siamo potuti occupare della realizzazione grafica di quest’evento e lavoriamo ogni giorno per dare quel valore in più alle idee che diventano grandi progetti.

Mesh Hub si trasforma e si fonde in Publics ICC.

 

Siamo sempre noi, ma con nuovi progetti, nuove tecnologie, nuovi contenuti.

 

Publics ICC

 

 

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